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Quando ci si lamenta delle cose sbagliate (e perché i nodi in un filato non sono un difetto)

Viviamo in un’epoca in cui ci si lamenta spesso. A volte con ragione, altre volte senza conoscere davvero ciò che si sta acquistando o utilizzando.
Nel mondo dei filati — soprattutto quelli naturali, artigianali o industriali di qualità — questo succede più spesso di quanto si pensi.
Un esempio concreto?
Una cliente si è lamentata perché, in una rocca di filato molto spesso (Nm 2.500) per lavoro a maglia ai ferri, ha trovato qualche nodo.
Vediamo insieme perché non è un difetto, perché è normale, e soprattutto come gestire correttamente i nodi mentre si lavora ai ferri.
I nodi nei filati: partiamo dalla realtà
Un filato non è un prodotto sintetico stampato, ma nasce da:
fibre naturali
lavorazioni meccaniche
processi industriali e artigianali
inevitabili interruzioni durante la filatura
I nodi non sono messi a caso e non sono un segno di scarsa qualità.
Sono il risultato naturale di un processo reale, non finto.
Anche nelle migliori filature italiane del mondo i nodi esistono. Sempre.
Cos’è lo splicer (e perché non sempre si può usare)
Lo splicer è una macchina che unisce due capi di filato senza nodo, utilizzando aria compressa o acqua per intrecciare le fibre tra loro.
Il risultato è una giunzione:
più pulita
più regolare
quasi invisibile
Ma c’è un problema (fisico, non commerciale)
Con i filati molto spessi, come:
Nm 2.500
filati da ferri grossi
filati chunky o super bulky
👉 lo splicer NON funziona.
Il motivo è semplice:
le fibre sono troppo voluminose
la torsione è diversa
non si riesce a garantire una giunzione stabile
In questi casi, l’unica soluzione tecnica possibile è il nodo.
“Ma allora compro il filato direttamente dalla filatura”
In teoria suona bene.
In pratica:
❌ le filature vendono solo a chi ha partita IVA
❌ spesso richiedono minimi d’ordine elevati
❌ il prezzo al pubblico sarebbe più del doppio
❌ anche in filatura troveresti nodi
Sì, hai letto bene:
anche il filato acquistato direttamente dal produttore ha nodi.
Perché?
Perché il filato è continuo solo in teoria, non nella realtà produttiva.
Il nodo non è il problema. È come lo lavori.
Chi lavora a maglia lo sa:
un nodo non rovina un capo, se sai come gestirlo.
Come lavorare correttamente un nodo ai ferri
Ecco le regole pratiche 👇
1. Non lavorare MAI il nodo così com’è
Il nodo non va messo dentro il punto.
2. Sciogli il nodo
Appena lo incontri:
fermati
scioglilo delicatamente
3. Usa la tecnica dell’intreccio
sovrapponi i due capi per 6–8 cm
lavora normalmente prendendo entrambi i fili
dopo qualche ferro, taglia l’eccesso
In alternativa:
puoi usare la tecnica della cucitura invisibile
oppure una micro-feltratura (solo con filati animali)
4. Posiziona il cambio filo con intelligenza
sul lato del lavoro
vicino a una cucitura
mai in centro su un punto a vista
Un filato senza nodi non esiste (se è vero)
Se un filato:
è naturale
è spesso
non è finto o incollato
non è plastica
👉 avrà dei nodi, prima o poi.
E questo non è un difetto, ma la prova che:
non è stato “truccato”
non è un prodotto industriale di facciata
è reale
Lamentarsi è facile.
Capire cosa si ha tra le mani richiede un minimo di conoscenza.
Un nodo in un filato spesso:
❌ non è un difetto
❌ non è una truffa
❌ non indica scarsa qualità
✔️ è normale
✔️ è tecnico
✔️ è gestibile
Chi lavora a maglia non cerca la perfezione finta, ma la verità del materiale.
E la verità, a volte, ha anche un nodo.



