Nessun prodotto nel carrello.
Cos’è davvero il cashmere riciclato (e perché non è un’alternativa economica)

Il cashmere riciclato è uno dei materiali più fraintesi nel mondo della moda.
Molti lo associano a qualcosa di “secondario”, a una scelta economica, a un compromesso rispetto al cashmere nuovo.
La realtà, però, è molto diversa.
Il cashmere riciclato non è un’alternativa low-cost.
È una scelta tecnica, culturale e produttiva che nasce da oltre cent’anni di esperienza nel distretto tessile toscano.
In questo articolo ti spiego cos’è davvero, come nasce e perché il suo valore non è inferiore — anzi, in molti casi è superiore.
Cos’è il cashmere riciclato
Il cashmere riciclato (o cashmere rigenerato) è una fibra ottenuta dalla selezione e trasformazione di capi in cashmere già esistenti.
Non si tratta di una fibra sintetica, né di un misto “ricostruito”.
È vero cashmere che ha avuto una prima vita, viene accuratamente selezionato, aperto, cardato e filato nuovamente.
Il processo avviene principalmente in Toscana, nel distretto di Prato, dove la cultura del riciclo tessile è una tradizione industriale e artigianale consolidata da generazioni.
Il percorso è questo:
Raccolta dei capi usati
Selezione manuale per composizione e colore
Apertura meccanica del capo fino a riportarlo a fibra
Cardatura
Filatura
Lavorazione in maglieria
Ogni fase è delicata. Ogni errore compromette il risultato finale.
Perché non è un prodotto economico
Una delle convinzioni più diffuse è che il cashmere riciclato debba costare meno.
In realtà, produrlo bene può essere più complesso — e quindi più costoso — rispetto alla lavorazione del cashmere nuovo.
Ecco perché.
1️⃣ La selezione è manuale
Non esistono macchine in grado di riconoscere il cashmere al tatto come un cenciaiolo esperto.
Ogni capo viene controllato a mano.
Da 100 kg di capi raccolti, spesso si ottengono solo 10–15 kg di fibra realmente utilizzabile.
La resa è bassissima.
2️⃣ La fibra è più corta
Durante il processo di apertura, la fibra si accorcia rispetto alla fibra nuova.
Questo richiede:
torsioni più attente
regolazioni specifiche in filatura
lavorazioni più lente
Il filato riciclato richiede esperienza tecnica.
3️⃣ Ogni lotto è diverso
Il cashmere nuovo è standardizzato.
Il cashmere riciclato no.
Ogni lotto ha:
una resa diversa
un comportamento diverso
un colore unico
Questo significa maggiore controllo qualità e maggiore competenza.
Non è un compromesso. È una scelta.
Il cashmere riciclato non nasce per risparmiare.
Nasce per:
ridurre l’impatto ambientale
valorizzare la materia esistente
preservare una tradizione artigianale
creare colori naturali unici
costruire una filiera locale e trasparente
È una forma di lusso contemporaneo, più consapevole.
Molti clienti, una volta toccato un filato rigenerato di alta qualità, si accorgono che:
la mano è piena
il calore è identico
la struttura è più stabile
il melange naturale è più profondo
Il riciclato non è “meno”. È diverso.
Il vero valore: cultura e territorio
Il cashmere riciclato è il risultato di una filiera corta unica al mondo.
In Toscana, tutte le fasi si trovano nel raggio di pochi chilometri:
selezione
cardatura
filatura
maglieria
finissaggio
Questo significa controllo, competenza, qualità.
Non è solo una questione tecnica.
È una questione culturale.
Approfondisci nel podcast
Se vuoi scoprire ancora più dettagli sul processo, sulle persone e sulla filiera toscana, puoi ascoltare la Stagione 1 del podcast “Il Viaggio del Cashmere” in versione inglese su YouTube:
👉 https://www.youtube.com/watch?v=8_LHLJUMKPQ&list=PLFyPJyKp8KjELMq4rXEiPIQPIe2-rZb8d&index=21
Nel podcast troverai:
il racconto completo della selezione
le differenze tra cashmere nuovo e riciclato
il tema del prezzo reale
la verità sul greenwashing
il futuro della fibra rigenerata
Il cashmere riciclato non è una scorciatoia.
È un processo complesso, tecnico e artigianale.
Non è un prodotto economico.
È una scelta di valore.
E soprattutto, è una storia che merita di essere raccontata — e compresa.

