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Dal maglione usato al filato: il viaggio della fibra rigenerata

Cosa succede davvero a un vecchio maglione in cashmere quando smettiamo di indossarlo?
Finisce in discarica?
Viene distrutto?
Oppure può rinascere?
Nel cuore della Toscana, nel distretto tessile di Prato, esiste un processo unico al mondo che permette a un capo in cashmere di vivere una seconda vita. Non è magia. È tecnica, esperienza, cultura industriale e artigianalità.
Questo è il viaggio della fibra rigenerata.
Ma prima guarda in nostri filati in cashmere riciclato cliccando qui.
E quando hai finito di leggere questo articolo, approfondisci l’argomento ascoltando il podcast sul cashmere riciclato cliccando qui
1️⃣ Tutto inizia dalla selezione: il lavoro del cenciaiolo
Il primo passo è il più delicato: la selezione.
I capi usati arrivano in grandi quantità. Non tutto è cashmere, anche se l’etichetta lo dice. Molti capi sono misti, altri sono deteriorati, altri ancora non hanno una composizione chiara.
Qui entra in gioco una figura storica del distretto pratese: il cenciaiolo.
Il cenciaiolo riconosce il cashmere al tatto.
Non usa strumenti sofisticati, ma mani esperte.
Controlla:
composizione reale
presenza di fibre sintetiche
qualità della fibra
stato di usura
colore
La selezione è manuale e lentissima.
Da 100 kg di capi raccolti, solo una piccola parte diventa materia prima utilizzabile.
Questo è il primo motivo per cui il cashmere riciclato non è un materiale “facile”.
2️⃣ La suddivisione per colore: il segreto dei melange naturali
Una volta selezionati, i capi vengono suddivisi per colore.
Non si parla solo di “rosso” o “grigio”.
Si parla di:
bordeaux profondi
cammello chiaro
grigio melange
verde bosco
marroni naturali
La suddivisione cromatica è fondamentale, perché il cashmere rigenerato di qualità nasce spesso senza nuova tintura.
Il colore finale è il risultato della miscela di capi già colorati.
Questo crea tonalità uniche, impossibili da replicare industrialmente.
Ogni lotto è leggermente diverso.
Ogni colore racconta una storia.
3️⃣ L’apertura: il ritorno alla fibra
Dopo la selezione, il capo non è più un maglione.
Viene smontato e introdotto in macchine che lo aprono meccanicamente.
Il tessuto viene riportato allo stato di fibra.
È una fase delicatissima.
Troppa aggressività spezza la fibra.
Troppa lentezza riduce la resa.
La competenza tecnica qui fa la differenza tra un filato mediocre e uno eccellente.
Durante questa fase, la fibra si accorcia rispetto alla fibra vergine.
Questo comporta una regolazione attenta nelle fasi successive.
4️⃣ La cardatura: uniformare e pulire
La fibra aperta passa alla carda.
La cardatura ha diversi obiettivi:
separare ulteriormente le fibre
eliminare eventuali impurità
uniformare la massa
preparare il materiale alla filatura
La carda è il cuore del processo.
Un errore in questa fase compromette la regolarità del filato.
Qui nasce la base della qualità.
5️⃣ La filatura: trasformare la fibra in filo
La fibra cardata viene trasformata in filato.
È una fase tecnica che richiede esperienza specifica sul riciclato.
Perché?
Perché la fibra è più corta rispetto al cashmere nuovo.
Questo significa che bisogna:
aumentare o regolare la torsione
controllare la tensione
lavorare a velocità più basse
verificare la compattezza
Un buon filato riciclato non deve risultare debole o irregolare.
Deve essere stabile, compatto e piacevole al tatto.
La differenza tra un filato eccellente e uno mediocre sta tutta qui.
6️⃣ Controllo qualità: ogni lotto è unico
Nel cashmere nuovo, le caratteristiche sono relativamente standardizzate.
Nel riciclato, ogni lotto è diverso.
Si controllano:
titolo del filato
uniformità
presenza di nodi
resa alla lavorazione
comportamento alla tensione
Questo richiede un approccio artigianale anche in ambito industriale.
La standardizzazione totale non è possibile.
Ma è proprio questa unicità a rendere il prodotto speciale.
7️⃣ Dalla rocca alla maglieria
Il filato rigenerato viene poi lavorato in maglieria.
Qui entrano in gioco:
finezza macchina
punto scelto
tensione
trattamento finale
Il riciclato reagisce in modo diverso rispetto al nuovo.
Chi lo lavora deve conoscerlo.
Il finissaggio finale (lavaggio e vaporizzazione controllata) stabilizza il capo e ne valorizza la mano.
8️⃣ Una filiera corta, unica al mondo
Il vero valore di questo viaggio non è solo tecnico.
È geografico.
Nel distretto tessile toscano, tutte queste fasi avvengono nel raggio di pochi chilometri:
selezione
apertura
cardatura
filatura
maglieria
finissaggio
Questo permette:
controllo continuo
dialogo tra aziende
correzioni rapide
qualità costante
Non è solo un processo produttivo.
È un ecosistema.
9️⃣ Perché questo processo è sostenibile davvero
La sostenibilità non è uno slogan.
Nel cashmere rigenerato significa:
nessun nuovo allevamento
drastica riduzione dell’impatto ambientale
riutilizzo della materia esistente
filiera locale
minor trasporto
Ma soprattutto significa valorizzare una competenza tecnica storica.
Un vecchio maglione non è un rifiuto.
È una materia prima.
Il viaggio della fibra rigenerata dimostra che il valore non sta solo nella novità, ma nella trasformazione.
Il cashmere riciclato non è un compromesso.
È un equilibrio tra tradizione, tecnica e responsabilità.
E ogni filato racconta una storia che inizia molto prima della sua seconda vita.
Filato Cashmere 100% nm 2/36 colore marrone scuro rocche 580 gr

