Come scegliere il filato in base al progetto che vuoi realizzare

Come scegliere il filato in base al progetto che vuoi realizzare

Scegliere un filato solo perché è bello, morbido o perché ci piace il colore è uno degli errori più comuni.

La domanda da fare dovrebbe essere un'altra:

Cosa voglio realizzare con questo filato?

Un filato perfetto per una sciarpa non è necessariamente la scelta migliore per un cardigan. Un cashmere meravigliosamente soffice può essere ideale per un accessorio, ma meno indicato per un capo che deve mantenere una struttura precisa.

Quando scegliamo un filato dobbiamo quindi partire dal progetto finale e ragionare su composizione, titolo, numero di fili, peso, mano e tipo di lavorazione.

Vediamo come.

1. Voglio realizzare un maglione

Per un maglione dobbiamo prima decidere che tipo di capo vogliamo ottenere.

Un maglione leggero da indossare sotto una giacca richiede caratteristiche molto diverse da un morbido girocollo invernale.

Per un capo leggero possiamo orientarci verso filati più sottili, utilizzati a uno o pochi fili, mentre per un maglione più caldo e corposo possiamo aumentare il numero di fili oppure scegliere direttamente un titolo più grosso.

Anche la composizione cambia il risultato.

Il cashmere permette di ottenere capi molto leggeri in rapporto al calore e con una mano particolarmente morbida.

Il merino extrafine è invece un'ottima scelta quando cerchiamo elasticità, regolarità, resistenza e un costo generalmente più contenuto rispetto al cashmere.

I blend cashmere/lana o cashmere/merino possono rappresentare un interessante compromesso fra morbidezza, prestazioni e prezzo.

Non esiste quindi il filato migliore in assoluto: esiste il filato più adatto al maglione che vogliamo realizzare.

2. Voglio realizzare un cardigan

Nel cardigan entra in gioco un altro elemento importante: la struttura.

Un cardigan deve mantenere bene la propria forma, soprattutto nella zona dell'apertura, dell'abbottonatura e delle spalle.

Un filato estremamente morbido e voluminoso può dare un risultato bellissimo, ma bisogna valutare attentamente il comportamento del capo una volta indossato.

Anche in questo caso il campione è fondamentale.

Prima di decidere definitivamente il filato sarebbe opportuno realizzare un campione sufficientemente grande, lavarlo e lasciarlo riposare.

Solo allora possiamo valutare realmente:

  • la mano;
  • la compattezza;
  • l'elasticità;
  • la stabilità;
  • l'aspetto della maglia;
  • il comportamento dopo il lavaggio.

Il filato sulla rocca non è il capo finito.

Questo è un concetto che vale la pena ricordare sempre.

3. Voglio realizzare una sciarpa

Con una sciarpa possiamo permetterci generalmente maggiore libertà.

Qui la morbidezza diventa uno degli elementi principali perché il prodotto rimane continuamente a contatto con il collo e con il viso.

Il cashmere, sia vergine sia riciclato di buona qualità, è naturalmente uno dei materiali più interessanti.

Possiamo lavorare un filato sottile a più fili per ottenere una sciarpa più compatta oppure utilizzare titoli e costruzioni che permettano di ottenere maggiore volume.

Ma attenzione al peso.

Una sciarpa molto grande realizzata con una maglia eccessivamente pesante può risultare bellissima da vedere ma meno piacevole da indossare.

Il vero obiettivo dovrebbe essere trovare il giusto equilibrio fra volume, calore, morbidezza e peso.

4. Voglio realizzare un cappello

Per un cappello la scelta cambia ancora.

Il capo deve essere morbido, ma contemporaneamente deve avere sufficiente elasticità per adattarsi alla testa e recuperare la propria forma.

La costruzione della maglia diventa quindi importante quanto il filato.

Una lavorazione a coste, ad esempio, offre naturalmente una maggiore elasticità rispetto a una semplice maglia rasata.

In questo caso bisogna valutare insieme:

filato + numero di fili + punto utilizzato + densità della lavorazione.

Cambiare uno solo di questi elementi può modificare notevolmente il risultato.

5. Voglio realizzare una coperta o un plaid

Quando aumentano le dimensioni del prodotto, il peso del filato diventa fondamentale.

Un filato meraviglioso per un maglione potrebbe rendere una coperta troppo pesante oppure economicamente poco sostenibile.

Prima di scegliere conviene quindi calcolare indicativamente quanti grammi saranno necessari.

Per plaid e coperte possiamo cercare filati che offrano volume senza generare un peso eccessivo.

Anche la resistenza assume maggiore importanza: una coperta viene utilizzata, piegata, strofinata e spesso lavata più frequentemente di quanto immaginiamo.

La morbidezza rimane importante, ma non deve essere l'unico criterio di scelta.

6. Ferri e macchina da maglieria non sono la stessa cosa

Questo è un punto particolarmente importante quando acquistiamo filati su rocca.

Un filato nato per la maglieria industriale può essere utilizzato anche per lavorazioni manuali, ma dobbiamo capire come utilizzarlo.

Il titolo del filato ci fornisce informazioni sulla sua finezza. A seconda del titolo possiamo decidere di lavorarlo singolo oppure accoppiare due, tre, quattro o più fili.

Per esempio, un filato molto sottile può sembrare poco adatto alla lavorazione manuale se osservato sulla rocca, ma utilizzato a più fili può diventare perfettamente utilizzabile con i ferri.

Per questo non bisogna fermarsi alla prima impressione.

7. Il numero di fili cambia completamente il risultato

Prendiamo lo stesso filato.

Lavorato a un filo può produrre una maglia molto leggera.

A due fili diventa più consistente.

A tre o quattro fili possiamo ottenere progressivamente maggiore corpo, peso e volume.

Questo significa che una singola rocca può offrire molte più possibilità di quanto sembri.

Naturalmente non basta semplicemente aggiungere fili: dovremo adeguare ferri, finezza della macchina, tensione e densità della lavorazione.

Ed è proprio qui che entra in gioco il campione.

8. Prima di iniziare: fate sempre un campione

Se dovessi dare un solo consiglio a chi acquista un filato nuovo sarebbe questo:

non iniziate subito il capo.

Fate prima un campione.

E soprattutto, se il filato lo richiede, lavate il campione prima di giudicarlo.

Alcuni filati, in particolare quelli cardati, possono cambiare notevolmente dopo il lavaggio e il trattamento.

La fibra si apre, la maglia si assesta, cambia la mano e può cambiare anche la percezione del volume.

Un filato che sulla rocca può sembrare relativamente asciutto può diventare molto più morbido dopo il corretto trattamento.

Il campione serve anche per verificare eventuali variazioni dimensionali.

Misuratelo prima del lavaggio, lavatelo nelle condizioni previste per il capo finito, lasciatelo asciugare e misuratelo nuovamente.

Sono pochi minuti di lavoro che possono evitare di sprecare ore di lavorazione e centinaia di grammi di filato.

9. Prima viene il progetto, poi viene il filato

Quando un cliente ci chiede:

“Qual è il filato migliore?”

la risposta corretta spesso è:

“Cosa vuoi realizzare?”

Perché un buon filato non deve essere semplicemente bello sulla rocca.

Deve funzionare nel progetto per il quale lo abbiamo scelto.

Prima di acquistare chiedetevi quindi:

  • cosa voglio realizzare?
  • quanto deve essere caldo?
  • quanto deve essere leggero?
  • voglio una maglia compatta oppure più voluminosa?
  • deve essere molto morbido oppure soprattutto resistente?
  • lo lavorerò a mano o a macchina?
  • quanti fili utilizzerò?
  • qual è il peso finale che voglio ottenere?

Una volta risposto a queste domande, scegliere il filato diventa molto più semplice.

Hircus Filati: possiamo aiutarvi a scegliere

In Hircus Filati lavoriamo con filati italiani in cashmere, cashmere riciclato, merino e altre fibre pregiate, provenienti anche da stock e rimanenze di filature e produzioni italiane.

Proprio perché ogni filato ha caratteristiche differenti, quando avete un dubbio potete indicarci cosa volete realizzare, se lavorate a mano oppure a macchina e quale risultato vorreste ottenere.

Quando possibile, possiamo aiutarvi a capire quale dei filati disponibili può essere più adatto al vostro progetto.

Perché la domanda non è semplicemente:

“Questo è un buon filato?”

La domanda più importante è:

“È il filato giusto per quello che voglio realizzare?”

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